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Buon 21 gennaio e tutt* i comunist*! |
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Giovedì 21 Gennaio 2010 15:10 |
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Sabato 23 gennaio corteo organizzato da Rifondazione Comunista e Centro Politico 1921+cena+concerto da "IL QUARTIERE" n° 10 - gennaio 2010 - Un po' di storia di Livorno... 21 gennaio 1921 nasce a Livorno il Partito Comunista D’Italia- Cosa significa essere comunisti oggi? A Livorno, nel Teatro Goldoni, al 17° congresso del Partito Socialista Italiano, 89 anni fa, fu scissione, i delegati Comunisti, fra i quali il gruppo piemontese gramsciano dell’Ordine nuovo (Gramsci, Togliatti, Terracini e Tasca) e la frazione astensionista del gruppo bordighiano del Soviet del Partito Socialista (Bordiga), abbandonano il teatro Goldoni sede del congresso e si riunirono nel vicino teatro S.Marco, deliberano la costituzione del Partito Comunista d’Italia. Ogni anno un corteo di migliaia di persone ripercorre quel cammino, dal Teatro Goldoni a quello San Marco, in ricordo della nascita di quel partito, nato nel momento in cui il fascismo cominciava a prender piede. Era un partito rivoluzionario, credeva ancora nella presa del potere attraverso una rivoluzione proletaria, che avrebbe distribuito le ricchezze e creato una società più giusta. Nel 1926 Bordiga e Gramsci vennero arrestati e inviati al confino ad Ustica. Il Partito Comunista d’Italia, come tutte le altre organizzazioni democratiche, venne soppresso dal regine fascista il 5 novembre 1926. Il partito venne ricostituito clandestinamente, in parte rimanendo in Italia dove fu l’unico partito antifascista presente, in parte emigrando all’estero verso la Francia e l’Urss. Dopo la sconfitta del fascismo il partito si riformò, su basi più riformiste, chiamandosi soltanto Partito Comunista , e ha rappresentato per l’Italia del dopoguerra la speranza di tante generazioni di giovani che chiedevano lavoro, giustizia, uguaglianza e diritti. Il Partito Comunista italiano, è stato fondamentale per le conquiste democratiche sul lavoro, per i diritti della donna, per i diritti civili. Ma cosa vuol dire essere comunisti oggi? Lo abbiamo chiesto ad uno degli organizzatori del corteo. Che cosa vuol dire essere comunisti oggi? Il nostro non è un grido nostalgico o un appiglio a modelli passati. Sappiamo bene che le società cambia. Ma ci rendiamo conto che in un mondo dove il ricco è sempre più ricco e potente, e il povero è sempre più povero e isolato, le idee di uguaglianza, conquista e difesa di diritti, giustizia sociale..capisaldi dell’ideologia comunista, sono oggi più che mai da rivendicare, difendere e attuare. La società capitalista in cui viviamo ha portato enormi ingiustizie sociali ed economiche che tutti scontiamo, dalla mancanza di lavoro, allo sfruttamento delle risorse, alla privatizzazione dell’acqua o degli ospedali, alla sospensione dell’edilizia popolare e all’impossibilità di comprare una casa. I comunisti volevano creare una società più giusta attraverso una economia pianificata che non guardasse solo al profitto, ma che permettesse a tutti di avere dei diritti fondamentali per vivere una vita dignitosa. Casa, lavoro, istruzione, ospedali, servizi per tutti. Noi crediamo ancora che sia necessario cambiare questa società . Per questo riteniamo importante la data del 21 gennaio 1921, giorno della nascita del Partito Comunista d'Italia e di tutte le lotte popolari ed operaie portate avanti dai comunisti italiani . E di tutte le lotte antifasciste e partigiane. |
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Corteo contro gli omicidi di Stato. Una bel corteo rovinato da polizia e carabinieri |
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Mercoledì 20 Gennaio 2010 13:33 |
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Sabato a Livorno c'è stata una manifestazione bella, partecipata e importante. Molte delle famiglie che hanno subito un omicidio di Stato erano nella nostra città a chiedere Verità e Giustizia e noi, insieme a molti altri, le abbiamo accompagnate fisicamente e moralmente lungo le strade del centro. Purtroppo però Livorno sabato era una città irriconoscibile: deserta, con le persone rinchiuse nei negozi che non capivano cosa stava succedendo, decine di poliziotti in tenuta antisommossa che aprivano un corteo di familiari di vittime che camminavano in silenzio col loro dolore. Un contrasto che agli occhi di molti cittadini era inspiegabile come lo è per noi. |
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16 gennaio: Manifestazione con i familiari delle vittime dello Stato |
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Mercoledì 13 Gennaio 2010 15:19 |
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 Ecco l'appello alla partecipazione firmato da Maria Ciuffi madre di Marcello Lonzi: MORTI DI STATO ovvero ASSASSINATI dallo STATO nelle GALERE ITALIANE e nelle STRADE NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE? Venerdì 18 dicembre il giovane Uzoma Emeka, 32 anni nigeriano, muore in circostanze misteriose nel carcere di Castrogno (Teramo); tre mesi prima aveva assistito al pestaggio da parte delle guardie di un altro detenuto. Come accade sempre in questi casi le "autorità" spiegano gli omicidi con la solita frase "decesso per cause naturali" ma è sufficiente vedere le foto del corpo di Marcello Lonzi per capire che non c'è assolutamente niente di naturale - eppure dopo più di sei anni, un'archiviazione, una riapertura del caso e un iter di esami e perizie costosissime - per Marcello Lonzi si attende a breve una risposta proprio dalla Procura di Livorno. Purtroppo la lista dei morti nelle carceri italiane è lunga e non ha mai fine (nel 2009 sono stati 175 i morti, il numero più alto registrato dal 2000 ad oggi per un totale di 1564 persone in neanche 10 anni), è un bollettino di guerra, quella stessa guerra che lo Stato Italiano conduce contro i proletari anche mediante le galere. Recentemente la morte di Stefano Cucchi che stranamente ha interessato parecchio stampa e tv, gli stessi che non si sono per nulla occupati della recente archiviazione per la morte di Aldo Bianzino, avvenuta nel carcere di Perugia. Federico Aldrovandi pestato a morte una notte mentre tornava a casa da solo e non dimentichiamo neanche Carlo Giuliani ucciso dal potere che veniva duramente contestato nelle giornate del G8 di Genova nel 2001. E quante sono le morti che nessuno rivendica, quelle facilmente occultabili, quelle di tanti e tante immigrate che non avendo il permesso di soggiorno scompaiono come se non fossero mai esistiti? E nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), cioè galere speciali per soli immigrati/e, sono botte e suicidi, quindi omicidi da parte dello Stato, messi a tacere e considerati effetti collaterali della guerra contro l'immigrazione. Noi non dimentichiamo né perdoniamo gli assassini in divisa. NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHE' SI VIENE UCCISI. SABATO 16 GENNAIO 2010 Manifestazione a Livorno Concentramento ore 11.00 in Piazza della Repubblica Apriranno il corteo alcune mamme dei giovani assassinati e sottolineano che non sono gradite bandiere di partito né passerelle per personaggi politici. Saranno presenti i parenti di Carlo Giulini, Manuel Eliantonio , Niki Gatti, Aldo Bianzino , Federico Aldovrendi, Riccardo Rasman, Giulio Comuzzi, Davide Grigion, Stefano Cucchi, Stefano Frapporti, Associazione familiari e amici di fausto e Iaio. |
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Serata finanziamento spese processuali fatti di Pistoia |
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Sabato 09 Gennaio 2010 18:33 |
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Venerdì 08 Gennaio 2010 13:21 |
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Scarica in PDF il numero 10 de "Il Quartiere", foglio autoprodotto del centro di quartiere El Chico Malo di via dei Terrazzini n. 6. ARTICOLI: - Chiacchierata sul quartiere: intervista al negozio emporio di p.zza dei Mille n°8 - Come si vive nel quartiere Sant'Andrea? ....seconda parte.... - "I fatti di Pistoia" - Iniziativa finanziamento 16/01/2010 - Appello di Maria Eliantonio per il corteo del 16/01 p.zza Repubblica - "Parole inaccettaili" Comunicato sulle dichiarazioni del ministro La Russa - Un po' di storia di Livorno: 21 gennaio 1921 nasce il Partito Comunista D'Italia |
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