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Comunicato: Basta con l'abbandono della Fortezza Nuova. Liberiamola |
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Martedì 20 Gennaio 2009 20:13 |
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Finalmente è sotto gli occhi di tutti. La fortezza è un luogo abbandonato a sè stesso, un vero peccato per un parco che le poche volte che è aperto e pulito lascia a bocca aperta i livornesi e i turisti che ci passano. E queste poche volte negli ultimi 10 anni corrispondono alle feste del collettivo spazi sociali e della Federazione Anarchica nel lontano '97, nei tanti primo maggio e 25 aprile festeggiati, nella grande festa dei 5 anni delle Bal del 2004, nelle feste di Liberazione e del Livorno social forum, nelle due stagioni di apertura estiva del bellissimo anfiteatro delle barche e ultimamente nelle tre edizioni della sagra del precario organizzate da Csa Godzilla prima e Movimento Antagonista Livornese poi, per finire con l'ultima occupazione dell'Onda studentesca lo scorso autunno dopo il corteo degli 8000.
Dopo quest'ennesimo scempio con la devastazione della Sala degli Archi lanciamo ancora più forte un appello alla città affinchè si riesca a riappropriarci dal basso di questa struttura, bella e idonea per ogni tipo di iniziativa, in una città che tra l'altro non dispone di nessuno spazio da destinare a feste e iniziative (le polemiche annuali sulle feste di partito ne sono solo un piccolo esempio).
Da qualche mese un gruppo di soggetti, dal movimento antagonista livornese all'assemblea per la partecipazione, dai sindacati di base al comitato no offshore e molti altri, si stanno incontrando per creare un grande evento creato dal basso nel periodo che va dal 25 aprile al 1 maggio, date a nostro avviso molto importanti da ricordare.
Fra poco faremo una proposta al Comune ma sappiamo già, come ogni anno, quale sarà la prassi. Via vai per gli uffici tecnici, incontri che si dimostrano perdite di tempo e risposta finale fumosa o negativa. Ma come ogni anno non molleremo. Movimento Antagonista Livornese
14 gennaio 2009
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Manifesto "Noi la crisi non la paghiamo" |
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Lunedì 19 Gennaio 2009 11:57 |
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Non pagheremo la vostra crisi |
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Lunedì 19 Gennaio 2009 11:56 |
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Gli ultimi dieci anni, vissuti sotto l'egida della globalizzazione, sono stati caratterizzati da manovre economiche ultra-liberiste e da inutili guerre al "terrorismo" create ad hoc, frutto di una lotta di classe combattuta oramai solo da una parte sola: quella del padronato. Negli ultimi 20 anni, sotto la ricetta unica delle privatizzazioni, le conseguenze di queste manovre sono state l´aumento dei profitti del 20% e il passaggio di 120 miliardi di euro dal lavoro al profitto. Al contrario, i poveri sono diventati sempre più poveri, fino ad arrivare alla cancellazione della classe media. Se le vite di migliaia di lavoratori sono state messe in ginocchio, schiacciate sotto il peso dei tagli al loro salario, delle morti sul lavoro, della speculazione sulla casa, della precarietà, dalla perdita vertiginosa del potere d´acquisto dei salari e dal caroprezzi - che ha reso impossibile arrivare anche solo alla terza settimana del mese - la crisi economica che stiamo vivendo delinea per la gente comune, negli anni a venire, situazioni ancor peggiori di quelle attuali. Infatti, appare chiaro che, come sempre, le conseguenze della crisi saranno scaricate sui lavoratori: in questi giorni già migliaia di lavoratori precari si trovano a non essere riconfermati nelle fabbriche come nei servizi, ad essere messi in cassa integrazione (Magna, Trw, Continental, Pierburg, Inalfa, Giopescal). Intanto altre fabbriche chiudono (Brovedani) mentre i progetti di reinsediamento si fanno sempre più lontani (ex-Delphi). Da parte sua lo Stato ha messo in atto risposte che vanno verso la difesa dell'attuale "Ordine Economico": ha varato il decreto salva-banche, mentre sul fronte dello stato sociale ha previsto tagli indiscriminati, come quelli del decreto Gelmini a scuola e università, ha aumentato i fondi per la difesa, oltre a criminalizzare da un lato chi porta avanti scioperi e battaglie sociali e dall´altro a proteggere e sdoganare i nuovi fascisti, che, come i vecchi, sono utilizzati per indebolire le grandi lotte sui diritti con parole d'ordine populiste. |
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Lunedì 19 Gennaio 2009 11:45 |
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Il Movimento Antagonista Livornese nasce circa un anno fa come diretta espressione dell’esperienza dei centri sociali autogestiti, dei collettivi e dei gruppi di opposizione sociale e culturale che si svilupparono a Livorno sulla scia del movimento “no global”, soprattutto in seguito ai drammatici fatti del G8 del 2001. Una lunga storia fatta di lotte, controcultura, azioni, presidi, cortei ed eventi che affonda le proprie radici nelle grandi occupazioni della metà degli anni ‘80 e che trova il proprio fulcro ideale nel C.S.A. Godzilla, storico laboratorio politico-sociale del movimento livornese, dal quale sono scaturiti negli anni importanti progetti autonomi. Per questo alcune decine di compagni e compagne hanno sentito negli ultimi tempi l’esigenza di creare un soggetto organizzato unitario in grado di coordinare le varie anime di un’area presente e attiva nel nostro territorio, sovente definita “antagonista” per il carattere radicale e autonomo della propria azione. Hanno aderito a questo progetto collettivo il già citato C.S.A. Godzilla, il Teatro Officina Refugio, il centro di quartiere El Chico Malo, i Precari Autorganizzati, il collettivo femminista C-Attive, i Mob-Com, Lavorincorso e anche singoli individui. Tutti questi soggetti condividono alcuni principi fondamentali: l´anticapitalismo, l´antifascismo, l´antirazzismo, l’antisessismo, come ideali da difendere e diffondere attraverso la pratica dell’autorganizzazione al di fuori delle istituzioni e del sistema dei partiti. L’organo decisionale è l’assemblea plenaria priva di gerarchie interne, coadiuvata dall’uso della Rete come strumento orizzontale di confronto e discussione. L’obiettivo principale del M.A.L. è quello di promuovere campagne di lotta con il fine di costruire reti di contropotere grazie alle quali sperimentare la possibilitá di una societá "altra", libera dalle classi sociali, nonché la denuncia pubblica della violazione di diritti civili e sociali. Il M.A.L., inoltre, si adopera per la formazione di fronti comuni assieme ad altri soggetti e forze politiche in occasione di battaglie fondamentali: un antagonismo non ideologico e antisettario che mette davanti a tutto il sostegno alle lotte popolari contro lo sfruttamento sociale, l’oppressione istituzionale e la nocività ambientale. Per questa ragione gli spazi autogestiti che fanno parte del M.A.L. ospitano all’interno dei propri locali anche altre realtà indipendenti che hanno bisogno di spazio per le proprie attività, come la redazione di Senza Soste o il Coordinamento Studentesco. |
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